Gli splendori della Reggia di Caserta
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Sogno ad occhi aperti, il palazzo reale dei Borboni colpisce per la maestosità della struttura e per la bellezza dei giardini.
Proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la reggia del re di Napoli si trova nella città di Caserta ed è circondata da un parco molto esteso, diviso in due settori: il giardino all’italiana, corredato di vasche, fontane e terrazzamenti, e il giardino all’inglese.
La reggia fu voluta dal re Carlo III, che desiderava una sede di rappresentanza degna di reggere il confronto con Versailles (il modello per tutti i regnanti del tempo). Caserta era il luogo ideale perché non troppo distante da Napoli (ma sufficientemente lontana dal Vesuvio, che allora era ‘fumante’ come dimostrano i vari dipinti dell’epoca). Napoli non era considerata una città sicura anche i per i possibili attacchi via mare. L’entroterra sarebbe stata una scelta prudente, così l’area casertana fu scelta e i lavori vennero affidati prima a Nicola Salvi, costretto a rifiutare per gravi problemi di salute, poi all’architetto Luigi Vanvitelli. Per portare acqua alla reggia e per alimentare le numerose fontane dei giardini, venne realizzato l’acquedotto carolino. I lavori iniziarono nel 1751 sotto Carlo III, ma quando il sovrano salì sul trono di Spagna dovette trasferirsi a Madrid, lasciando il regno di Napoli a Ferdinando IV (divenuto re con il nome di Ferdinando I). I lavori dunque proseguirono ininterrottamente con Gioacchino Murat, Ferdinando II e Francesco II di Borbone. Nel 1773 Luigi Vanvitelli morì e gli successe il figlio Carlo. I lavori furono ultimati nel 1845, per la cifra astronomica di 8.711.000 ducati. Il grandioso complesso è costituito da 1200 stanze, 1790 finestre e ricopre un’area di 47.310 metri quadrati. Particolarmente solenne e imponente è la Sala del Trono. Gli spazi erano divisi in base alla loro funzione. Vi sono infatti grandiose stanze di rappresentanza e camere più piccole (ma non per questo meno ricche) dove si svolgeva la vita privata dei sovrani. Particolarmente interessante è la biblioteca di palazzo, che contiene migliaia di volumi.

Un lungo viale (il ‘canalone’) collega la reggia con una spettacolare cascata alimentata dall’acquedotto carolino. Su diversi livelli sorgono splendide fontane, come quella del Delfino, quella di Eolo, di Cerere, di Venere e Adone, di Diana e Atteone. Proprio in prossimità della cascata si diparte il giardino all’inglese, lussureggiante e ricco di specie rare.

Un percorso ricco di storia per un luogo dove arte e natura si incontrano, creando un insieme armonioso e perfetto.
LARA COLUCCI











