Anno 3 n. 10
15 maggio 2012
News & Concorsi
La notte dei musei 2012

Il 19 maggio sarà possibile visitare mostre e assistere a concerti dalle 20 alle 2 di notte.

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Concorso 'Musica e cinema'

Un'iniziativa volta a stimolare l’interesse e la diffusione della musica tra i giovani.

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Premio 'Green Scuola'

‘Prevenire è meglio che curare’. La tutela dell’ambiente e della salute attraverso l’analisi del ciclo vitale dei composti chimici e dei processi produttivi.

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Il portale di educazione stradale

Una piattaforma digitale, accessibile tramite sito Internet, che offre spunti sul tema dell’educazione stradale nelle scuole.

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Concorso 'Uso e riuso'

Gli studenti delle Medie sono invitati a realizzare filmati sul tema ‘Consumi e rifiuti'.

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'Giardinieri' al Parco di San Placido

Laboratori per gli studenti sulla cura delle piante.

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PostHeaderIcon Enzo Braschi: "La mia esperienza con i Nativi d'America"

Rubriche - Interviste

          

Il noto comico e scrittore genovese da anni studia gli Indiani delle Grandi Pianure e ci racconta la sua partecipazione alla Danza del Sole.

Divenuto famoso negli anni ’80 per la sua presenza allo show televisivo ‘Drive In’ nelle vesti del ‘paninaro’, Enzo Braschi ha partecipato a numerosi programmi (‘Striscia la notizia’, ‘La sai l’ultima?’, ‘Paperissima’) e film (‘Italian Fast Food’, ‘Animali metropolitani’, ‘Ragazzi della notte’). All'attività di attore ha affiancato quella di autore/ scrittore realizzando due documentari: ‘Il cerchio sacro dei Lakota’ (Canale 5), e ‘La vera storia di ombre rosse’ (Rai Tre).

Dal 1996 al 2003 ha preso parte alla Danza del Sole - la cerimonia più sacra dei Nativi delle Grandi Pianure del Nord America - nelle Riseve dei Lakota dei Cheyenne River e Rosebud, e nelle Black Hills, le mitiche ‘Colline Nere’ del sud Dakota. L’esperienza lo ha segnato profondamente e a partire dal 2000 ha iniziato a tenere numerose conferenze e seminari sulla cultura dei Nativi.

Quando è nata la sua passione per i Nativi americani? So che ha scritto la tesi di laurea sull’argomento.

‘La tesi sulla spiritualità dei Nativi delle Grandi Pianure del Nord America risale al lontano 1975, ma l’interesse nasce dall’infanzia. Il cinema western non mi gratificava, non ho mai pensato che l’indiano fosse ‘quello cattivo’, da ammazzare in nome di una civiltà portata da gente che adoperava più la pistola della parola. I colonizzatori bianchi basavano il loro potere sul sopruso e sullo sterminio delle comunità indiane, il generale Custer ha distrutto interi villaggi popolati da donne e bambini inermi, non è certo questa la civiltà”.

Ha viaggiato molto, è stato nelle riserve e ha assistito alla Danza del Sole. Come avviene questa cerimonia sacra?

“Lungo il suo cammino l’uomo bianco ha sempre considerato ‘l’altro’ come un diverso, nell’accezione negativa del termine. Alcuni pensano che la Danza del Sole sia una cerimonia ‘barbara’ per il fatto che i danzatori si trafiggono il petto con dei punteruoli, ma non è affatto così, bisogna conoscere il significato del loro rito. La Danza del Sole, che avviene d’estate in occasione del solstizio ed è comune a tutti gli Indiani delle pianure, è la recitazione della Creazione. Si fa in cerchio perché tutto in natura è circolare, dalle quattro stagioni alle quattro età della vita, dalle fasi lunari ai pianeti. Al centro del cerchio viene posto un pioppo dal tronco biforcuto (anche in questo caso è sottesa una simbologia, l’uno che diventa due, lo ying e lo yang, femminile e maschile, il giorno e la notte). L’albero mette simbolicamente in comunicazione il cielo e la terra. La danza che si pratica all’interno del cerchio è una ierofania, cioè una manifestazione del sacro: con essa si mostra sulla terra ciò che accade nel cielo e si trasferisce il potere inferiore al livello superiore, avvicinandosi al Grande Spirito”.

Si tratta dunque di un rito di collegamento tra 'alto' e 'basso'.

“E' così. Ciascuno dei presenti (anche quelli fuori dal cerchio che assistono alla danza) prega per la vita della Terra e degli elementi del Creato. I danzatori tengono in bocca uno zufolo che simboleggia l’aquila: inspirano ed espirano l’aria, elemento vitale, e attraverso lo strumento invocano l’aiuto dell’aquila affinché la loro preghiera giunga al Creatore. A questo punto sembrerà strano, ma le aquile arrivano davvero e sorvolano lo spazio circolare. L'apice della cerimonia si raggiunge quando i danzatori si strappano un lembo di carne tirando una fune legata alla biforcazione dell’albero e fissata al petto tramite pezzetti di legno acuminati. Si compie così la recitazione della Creazione: Dio ha dato il suo sangue per l’uomo e l’uomo ne rivive il sacrificio”.

Ha mai danzato in questi riti?

“Ho partecipato come supporto di preghiera, digiunando anch’io per quattro giorni come i danzatori, ma sono stato per lo più all’esterno del cerchio. Una volta il consiglio tribale mi permise di danzare all’interno del cerchio, ma non ho compiuto il sacrificio perché il capo del consiglio mi disse che, avendo fatto un lungo viaggio per arrivare fin lì, avendo pregato per la Terra e per l’uomo, avendo digiunato con loro, il sacrificio l’avevo già fatto. E’ stata una grande emozione”.

Come ha conciliato la sua esperienza con i Nativi e la sua vita in Italia?

“All’inizio non è stato facile, ogni volta che tornavo a casa stavo male e non vedevo l’ora di ripartire. C'è voluto molto tempo prima di trovare un equilibrio. Sono comunque contento del mio percorso, gli Indiani dicono ‘ognuno diventa quel che sogna’ ed  evidentemente questa è la mia strada. Quando raccontai ai Sioux di fare l’attore comico, mi dissero che è un bel lavoro, perché attraverso il riso si cura lo spirito delle persone”.

Enzo Braschi ha scritto numerosi libri sui Nativi americani: ‘Il popolo del Grande Spirito’ (1986), ‘Sono tra noi’ (1995), ‘Il cerchio senza fine’ (1997) pubblicati da Mursia, ‘Questa terra è la madre di tutti’ (2000), ‘Vicini alla Creazione’ (2000), ‘Il sentiero del cielo’ (2002) e ‘Figlio del Tuono’ (2001) pubblicati da Idea Libri; e infine ‘Di terra e di Luce’ (2006) e ‘2012 l’anno del contatto’ (2010) pubblicati da Barbera Editore. In quest’ultimo sono prese in esame le profezie dei Cherokee, dei Lakota e di altri popoli della Terra.

VALERIA GUIDOTTI

 
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