Antonio Giuliani: "Torno a farvi ridere con un nuovo spettacolo"
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Reduce dal successo della commedia ‘Mettetevi nei miei panni’ in scena al Teatro Parioli, il noto comico romano si racconta a 'Scuola W'. Lo ricordiamo vestito da gladiatore mentre satireggia sui costumi del popolo romano, uno dei suoi monologhi più brillanti. Nessuno meglio di lui conosce vizi e virtù della città capitolina, perché Giuliani è romano al cento per cento. Classe 1967, Antonio ha iniziato la sua carriera in programmi per la ricerca di nuovi talenti e ha esordito nella trasmissione ‘Stasera mi butto’. Sono seguiti altri spettacoli che ne hanno decretato il successo sia in tivù che a teatro e al cinema (ha lavorato in alcuni film di Pier Francesco Pingitore e ha fatto parte del cast della fiction ‘L’onore e il rispetto’ con Gabriel Garko e Giancarlo Giannini). Attore, autore e regista, dal 2 novembre sarà ancora una volta al Teatro Parioli, dove metterà in scena in suo ultimo lavoro.
Sei un autore prolifico, in questi anni hai scritto molte commedie. Qual è la tua fonte di ispirazione?
“Quando costruisco un monologo attingo molto dalla vita quotidiana, da quello che può succedere in mezzo alla gente, mentre fai la spesa o in mezzo al traffico. Invece quando scrivo testi di prosa mi ispiro alla classica commedia all’italiana”.
Vesti i panni di autore, attore e regista: in quale ti trovi meglio?
“Do il massimo quando recito nella commedia di prosa. Anche se nasco come monologhista e cabarettista, mi piace condividere il palcoscenico con altri attori per la realizzazione di un progetto comune. E’ vero che quando sei da solo gestisci meglio la situazione, hai i tuoi tempi, parli con il pubblico e scherzi su una determinata situazione che si è venuta a creare in teatro; quando sei in scena con altri attori, invece, non puoi improvvisare la battuta, altrimenti rischi di mandare in tilt l’interazione con i colleghi, dato che lo spettacolo è una specie di meccanismo a orologeria. Però lavorare in gruppo mi piace molto”.
Parliamo del tuo nuovo spettacolo, che hai scritto e diretto.
“Ha una trama decisamente movimentata. Si svolge il 4 luglio 2006, la sera della finale Italia-Francia dei mondiali di calcio. Due artisti sulla quarantina, squattrinati e prossimi allo sfratto, cercano di farsi conoscere e prendono in affitto la sala di un teatro per fare uno spettacolo. Proprio la sera della rappresentazione, però, c’è la finale. Una produttrice li vede e vuole proporre loro un contratto, così i due per non perdere l’opportunità decidono di organizzare una cena nella terrazza condominiale del palazzo in cui abitano. In questa cena succede di tutto, la situazione è molto divertente ma il finale sarà amaro”.
Tu dove l’hai vista la finale Italia-Francia?
“Ero al campeggio con la mia famiglia e c’era ancora mio padre, che poi si è ammalato e ora non c’è più. Considero questa commedia un omaggio a mio padre. Non parlo di lui in scena, ma la finale dei Mondiali mi evoca cari ricordi”.
Antonio Giuliani e la scuola: qual è stata la tua esperienza?
“Purtroppo non ho potuto studiare e lo dico con grande rammarico. Mi sono fermato alla terza media e sono andato subito a lavorare. Ad essere sincero non è che mi piacesse molto andare a scuola – anche se amavo l’italiano, la storia e la geografia – quindi all’inizio avevo preso come un fatto positivo l’andare a lavorare. Solo dopo ho capito quanto sia importante studiare e mi sono pentito di non averlo fatto da ragazzo. Studiare in età scolare serve, io per recuperare tutto il tempo perso ho dovuto leggere tantissimi libri e ho fatto una grande fatica. Lo studio e la memorizzazione sono sempre più difficili con il passare degli anni. La scuola è un’opportunità, ti da il tempo di assimilare informazioni fondamentali per il futuro. Studiare non è mai fatica sprecata, lo dico per esperienza. Te lo ritrovi sempre quando diventi grande e serve per interagire meglio con le altre persone. Essere colto ti da più sicurezza, e poi vuoi mettere corteggiare una ragazza con un linguaggio elegante e appropriato?”
Intrattenevi i tuoi compagni con show e imitazioni come fanno tanti ragazzi?
“Altroché! La recitazione l’ho avuta sempre nel sangue. Ricordo che da piccolo a Natale, con tutti i parenti riuniti, prendevo dei vestiti e mi mettevo a fare gli spettacoli. Quando sono cresciuto, in comitiva tra amici facevo le imitazioni. Sono stati proprio loro a scrivere una lettera alla RAI segnalando il mio nome senza dirmi niente. La RAI mi ha chiamato per un provino: la prima volta sono stato scartato, l’anno successivo sono stato preso per la seconda edizione di ‘Stasera mi butto’ presentata da Pippo Franco e lì è iniziato il mio percorso professionale nel mondo dello spettacolo”.
Come festeggerai l’anno prossimo i tuoi vent’anni di carriera?
“Con uno spettacolo al Gran Teatro, un one man show che mi permetterà di interagire con il pubblico: è da un po’ che non ne faccio e sono molto contento di questo progetto”.
VALERIA GUIDOTTI











