'In time', il lusso del tempo
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Come vivreste se ore e minuti fossero un bene prezioso da guadagnare? Un thriller avvincente con Justin Timberlake e Amanda Seyfried.
In un futuro non troppo lontano le città sono divise rigorosamente in zone. La peggiore di queste è il ghetto, dove le condizioni di vita sono durissime, in contrasto con la prima zona dove vivono solo i privilegiati. Il vil denaro non esiste più, il suo posto è stato preso dal tempo. Grazie al progresso medico, il processo di invecchiamento dell’uomo si è fermato e tutti rimangono giovani. Dal compimento dei 25 anni, però, nelle persone si attiva un timer ed ogni azione contribuisce ad accrescere o diminuire il tempo che si ha a disposizione. Comprare cibo, prendere l’autobus, bere un drink al bar costa ore e minuti, così come in ore è quantificato il salario dei lavoratori. Gli abitanti nel ghetto sono poveri, quindi hanno poco tempo a disposizione: corrono in continuazione, si dannano l’anima per racimolare qualche secondo in più e si spengono – letteralmente – quando il timer arriva a zero. Un countdown feroce che condiziona totalmente l’esistenza e che li costringe a vivere momento per momento.

E i milionari, indolenti e trincerati nel quartiere di lusso? Loro, per contro, di anni ne hanno a centinaia, tanto che la vita rischia di diventare tediosa. Tra il ghetto e l’Olimpo vi è un divario enorme ed apparentemente incolmabile. Ma il protagonista del film, Will Salas (interpretato Justin Timberlake) si ribella e tenta di cambiare l’ordine delle cose. Ad aiutarlo ci sarà Sylvia (Amanda Seyfried), figlia di un ricco e spietato uomo d’affari, che comprende quanto sia ingiusto un sistema sociale impostato in questo modo. A mettergli invece il bastone tra le ruote ci penseranno il guardiano del tempo Raymond Leon (Cillian Murphy), una sorta di commissario burocrate che ha il compito di mantenere l’ordine all’interno del sistema, e il perfido Fortis, capo di una banda di ladri del tempo.
‘In time’ è un film decisamente interessante. Nonostante l’ambientazione futuristica, il tema trattato è più che mai attuale. L’ossessione per la bellezza e la perfezione fisica caratterizzano infatti il nostro tempo: in nome dell’eterna giovinezza si arriverebbe a fare qualunque cosa, segno della degenerazione di una società che non si basa più sui valori e sui contenuti, ma esclusivamente sulla forma e sull’estetica. Nel film, madri e figlie hanno lo stesso aspetto e gli anni di differenza non si vedono, anche se sono percepiti nell’anima (si sente il ‘peso’ dell’età e della vita stessa). Considerando quante madri ‘di plastica’ oggi sembrino sorelle delle figlie, il futuro descritto nel film non appare tanto distante. Dal momento che gioventù e bellezza sono gli unici valori, è consequenziale che il tempo diventi più prezioso del denaro fino a sostituirlo. La trama del film è ben supportata dalla sceneggiatura di Andrew Niccol (che è anche il regista della pellicola) e dalle musiche di Craig Armstrong. Gli attori sono convincenti e calati perfettamente nella parte, in particolare lo straordinario Cillian Murphy che dopo ‘Inception’ offre un’altra intensa interpretazione.
ALESSANDRO MAGRINI











