Anno 3 n. 10
15 maggio 2012
News & Concorsi
La notte dei musei 2012

Il 19 maggio sarà possibile visitare mostre e assistere a concerti dalle 20 alle 2 di notte.

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Concorso 'Musica e cinema'

Un'iniziativa volta a stimolare l’interesse e la diffusione della musica tra i giovani.

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Premio 'Green Scuola'

‘Prevenire è meglio che curare’. La tutela dell’ambiente e della salute attraverso l’analisi del ciclo vitale dei composti chimici e dei processi produttivi.

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Il portale di educazione stradale

Una piattaforma digitale, accessibile tramite sito Internet, che offre spunti sul tema dell’educazione stradale nelle scuole.

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Concorso 'Uso e riuso'

Gli studenti delle Medie sono invitati a realizzare filmati sul tema ‘Consumi e rifiuti'.

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'Giardinieri' al Parco di San Placido

Laboratori per gli studenti sulla cura delle piante.

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PostHeaderIcon Il Liceo Caravillani alla festa di piazza Mazzini

Iniziative - Scuole Superiori

La scuola diretta da Anna Maria Trapani ha allestito una mostra e ha organizzato una esibizione di writers, oltre ad un concerto rock studentesco.

Il Liceo Artistico Caravillani è una delle realtà scolastiche più dinamiche della città. Per il Centenario del Quartiere delle Vitorie, ha proposto una serie di attività interessanti: ce ne parla la docente Letizia Zozi.

Quando è nata l’idea di realizzare i lavori per il Centenario di Piazza Mazzini?

“Il lancio del progetto della festa per il Centenario del Quartiere Delle Vittorie ci ha colti alla fine dello scorso anno scolastico e, tra chiusura delle lezioni, scrutini, esami di Stato, alcune docenti hanno partecipato ai primi incontri con il Municipio, durante i quali sono emerse le idee iniziali. Solo a settembre le idee sono potute diventare progetti e, nello spazio di poco più di un mese, abbiamo focalizzato diverse iniziative”.

Qual è l’obiettivo del progetto?

“Recuperare la memoria storica della nostra scuola. Da sempre il Liceo Caravillani ha  rivolto al suo quartiere di appartenenza un’attenzione particolare, e tra i lavori nell’archivio c’era la serie di tavole che ricostruiva proprio la nascita del Delle Vittorie. La Classe Quinta della Sezione Architettura, coordinata dalla Prof.ssa Emanuela Romiti, aveva svolto un’attenta ricognizione sull’area, a partire dalle piante storiche della città di Roma, che mostravano l’area dei Prati di Castello come un continuum con la campagna circostante, per documentare poi i primi insediamenti della fine dell’Ottocento, fino al piano urbanistico del quartiere, sorto all’indomani dell’Esposizione Universale del 1911. Alla ricerca sulle piante di Roma, si aggiungeva inoltre un’analisi tecnica della pianta radiale del quartiere, l’individuazione degli assi stradali portanti e delle emergenze urbanistiche monumentali. Questo materiale è stato corredato da alcuni raffinatissimi disegni selezionati da un lavoro di rilievo condotto dal Prof. Antonio Caffarella con le classi della Sezione dei Beni Culturali, che analizzano particolari architettonici e texture dei materiali presenti nel Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour”.

Quali sono le classi coinvolte nell’iniziativa?

“Le classi 5F e 5C hanno esplorato e sviluppato creativamente la cultura figurativa europea dell’inizio del ‘900, quella che faceva da sfondo alla nascita del quartiere e che era parte integrante della formazione culturale degli architetti coinvolti. Ne è nata la ‘parte colorata’ della mostra, curata dalle Prof.ssa Lucilla Caporilli e Cecilia Albertazzi: una serie di tavole dipinte, ispirate all’Art Nouveau e al Simbolismo, con le loro linee sinuose e atmosfere suggestive. Le stesse classi, con la Prof.ssa Venera Finocchiaro, hanno  fatto un’esplorazione del quartiere come è oggi, realizzando poi la raccolta di immagini con una tecnica antica, quella dell’incisione. E’ stata ‘la parte in bianco e nero’ della mostra: una serie di 18 incisioni, che raccontano il quartiere Prati nel suo aspetto quotidiano, con l’invasione di automobili parcheggiate, il traffico, la selva dei semafori e della segnaletica, stagliati contro le facciate dei palazzi, che conservano ancora la loro severità piemontese, o sulle delicatezze Liberty delle palazzine ai margini del Lungotevere. Un quartiere che i ragazzi hanno saputo osservare con un occhio moderno, quello fotografico, ma tradotto con la tecnica raffinata a meditata dell’incisione”.

Perché la scelta di proporre un’esibizione di writing nel corso della manifestazione?

“L’arte è anche azione! Una delle tecniche molto amate (e praticate) dai ragazzi è il writing, sulle cui potenzialità creative anche le istituzioni stanno iniziando a credere, attraverso l’individuazione di muri ‘legalizzati’, da strappare all’anonimato urbano con l’intervento dei writers. Non è stato difficile organizzare una squadra di ragazzi che, divisa in due gruppi e armata di bombolette spray, ha eseguito ‘in diretta’, durante tutto lo svolgimento della giornata, due pannelli dedicati al Centenario. I pannelli sono piaciuti moltissimo e sono stati destinati a decorare delle sale di riunione nella sede del Municipio XVII”.

Il Liceo ha contribuito alla manifestazione anche dal punto di vista musicale.

“Sì, sono tre le band del Caravillani che hanno scaldato lo spazio serale del concerto: gli Sasquatch, gli Euridice e i Lev 17. Energia, entusiasmo, ironia si sono succedute sul palco e questa è stata tutta roba loro, noi prof non c’entriamo niente! La nota per noi più positiva è stata proprio la risposta entusiasta e, poi, soddisfatta, degli studenti”.

Cosa ha significato per gli studenti del Caravillani partecipare al Centenario del Quartiere delle Vittorie?

“La nostra popolazione scolastica proviene in prevalenza da quartieri periferici, se non da fuori Roma, soprattutto l’area nord, compresa tra le consolari Flaminia e Aurelia. Partecipare a questa iniziativa è stata l’occasione di conoscere meglio il quartiere che li ospita nel tempo-scuola, scoprirne storie ed aspetti nascosti, farlo proprio. Crediamo che la scoperta sia stata anche reciproca: il quartiere ha conosciuto i nostri ragazzi, la loro creatività e sensibilità e la risorsa che queste costituiscono per un quartiere già fortunato come Prati, con le sue bellezze e le sue radici storiche”.

 

 
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