Il Liceo Caetani ai microfoni di Radio Fndara
| Iniziative - Scuole Superiori |

Coordinati dal prof. Francesco Pettarin, gli studenti di 5A hanno realizzato un vero e proprio programma radiofonico in collaborazione con 'La Sapienza'.
“La principale motivazione che ha spinto la scuola a organizzare la radio è stata quella di riportare questo mezzo di comunicazione ad un pubblico giovane più orientato verso la tv e il computer – ha spiegato Pettarin – nel tentativo di riavvicinare i ragazzi ad uno strumento che in passato ha rivestito un’importanza fondamentale nello sviluppo della comunicazione del nostro Paese”.
Alcuni giovani del Liceo Caetani - diretto da Nardo Nardoni - hanno lavorato al progetto e Radio Fndara ha trasmesso con successo i suoi programmi nei mesi dal 22 febbraio al 15 marzo il martedì dalle 18 alle 18.30. A raccontarci questa interessante esperienza è una studentessa coinvolta nell’iniziativa, Roberta Annunziata.
Quando nasce l'idea di realizzare un programma radiofonico? In che anno?
"L'idea di fare una radio tutta nostra è nata in seguito all'esigenza di noi studenti di realizzare un'attività alternativa alla solita lezione. Così il nostro professore Francesco Pettarin ci ha proposto l'idea della radio, da noi accolta e attuata in tutto l'anno scolastico 2008/2009. Prima abbiamo studiato la radio da un punto di vista sociologico e poi da un punto di vista pratico, così siamo riusciti ad avere una conoscenza quasi completa di questo mezzo di comunicazione. Noi studenti siamo stati liberi di scegliere gli argomenti da trattare. Dopo quella prima esperienza e un’interruzione durata un anno, Radio Fndara è ripresa tra febbraio e marzo grazie al sostegno dell'università ‘La Sapienza’, la quale ci ha offerto il suo studio radiofonico, la sua competenza in materia, dandoci la possibilità di andare in diretta sul web”.
Come è stata accolta l'iniziativa nella vostra scuola?
“Dai docenti e dai nostri ascoltatori bene. Per quanto riguarda noi studenti coinvolti… beh, sinceramente la prima volta abbiamo un po’ sottovalutato il progetto, mentre quest'anno, con la possibilità di stare in un vero studio radiofonico e di essere trasmessi in diretta su una radio Web, abbiamo vissuto più intensamente l’esperienza. Abbiamo capito quali sono le difficoltà nel riuscire a comunicare a persone a noi estranee solo per mezzo delle parole e rispettando tempi ben precisi. Questo ci ha portati ad avere un maggior senso del dovere ma soprattutto anche ad un entusiasmo maggiore, perché siamo venuti a contatto con la realtà di un vero studio radiofonico”.
Chi crea il palinsesto della radio? In cosa consiste?
“Ci siamo divisi in gruppi da cinque persone, dove ognuno ha un ruolo ben preciso. Alcuni svolgono attività di redazione e procurano il materiale da inserire nel palinsesto. Per ogni puntata si sceglie un argomento da trattare intorno al quale gira tutto ciò che viene trasmesso, spesso anche la playlist delle canzoni. La scaletta è standard per tutte le puntate e consiste in un primo blocco di introduzione, ovvero una presentazione di chi siamo e dell'argomento che tratteremo nella puntata. Il secondo blocco si chiama ‘chi di voi’ e consiste in una domanda che poniamo ai nostri ascoltatori, sempre inerente all'argomento del giorno. Vi è poi una rubrica in cui presentiamo i principali eventi in programma a Roma. In chiusura leggiamo le risposte del ‘chi di voi’, salutiamo e ringraziamo tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione della puntata”.

Qual è stato il vostro target di riferimento?
“Prevalentemente ragazzi liceali e universitari, ma siccome vengono trattati argomenti di attualità in maniera molto leggera, un programma del genere può essere interessante anche per i ragazzi che frequentano le medie e, più in generale, per tutti”.
Un’opinione sulla radio come mezzo di comunicazione e di informazione.
“Purtroppo la radio è stata sostituita dalla televisione. Oggi viene prevalentemente utilizzata per l'ascolto di musica, in quanto si tende ad acquisire informazioni da altre fonti come la televisione, i giornali e Internet. E’ un mezzo di comunicazione per lo più utilizzato in macchina”.
E’ facile condurre un programma radiofonico?
“Sembra semplice, ma non lo è affatto. E’ più difficile notare un errore linguistico in tv piuttosto che in radio, dove l'unico strumento che hai è la comunicazione verbale. Quindi bisogna essere più attenti nel linguaggio e soprattutto più coinvolgenti nel comunicare, in modo da non annoiare l'ascoltatore”.

Quali sono i vostri progetti futuri?
“Per noi ormai è l'ultimo anno di liceo, quindi non credo che dopo la puntata del 15 marzo avremo la possibilità di farne altre; però spero che il prossimo anno ci sia un'altra classe che porti avanti questo progetto. E’ importante che la scuola dia la possibilità agli studenti di vivere esperienze diverse e coinvolgenti come questa, e che i ragazzi si misurino con le proprie capacità – tra cui quella di saper comunicare – anche al di fuori del contesto scolastico”.











