I nuovi progetti dell'Orchestra Stefanelli
| Iniziative - Scuole Medie |

E’ una delle realtà musicali più solide tra le scuole romane, con un repertorio che alterna grandi classici a brani inediti.
Un gruppo di lavoro efficiente e impegnato nella partecipazione di concorsi a livello nazionale, in occasione dei quali ha ricevuto importanti riconoscimenti. Ce ne parla il professor Franco Giuffrida, che dirige l’orchestra in collaborazione con gli insegnanti Rita Blatti (pianoforte), Raffaele Iebba (violino) e Maria Grazia Penta (che, oltre alla sua partecipazione nell’orchestra, organizza complessi da camera con la sua sezione di violino).
Quando è nata l’orchestra?
“E’ nata 10 anni fa e da allora ne abbiamo fatta di strada! Ne sono testimonianza i tanti riconoscimenti appesi in una parete all’interno della scuola. Tra questi diplomi ce n’è uno che mostra come era composta la nostra orchestra degli inizi: c’erano solo una quindicina di elementi, adesso siamo arrivati a 50/52”.
Come è strutturata?
“Vi è una sezione violini (12), una di flauti (12), una di chitarre (12) e infine le tastiere. Ogni tastiera viene suonata da due alunni e ne abbiamo all’incirca una decina”.
Con quanta frequenza vi trovate?
“Una volta a settimana per quanto riguarda la prova di tutti gli strumenti, ma i tastieristi hanno parti più complesse, perché fungono da collante per l’intera orchestra, quindi provano due volte alla settimana”.
Qual è l’età dei partecipanti?
“L’età è varia, fanno parte dell’orchestra studenti di prima, seconda e terza media”.
C’è qualcuno degli anni passati che ha voluto rimanere al termine della scuola media?
“Abbiamo 3 o 4 studenti, che però non possono rimanere a lungo con noi perché il regolamento dei concorsi a cui partecipiamo stabilisce che i componenti dell’orchestra abbiano lasciato la scuola media al massimo da due anni”.
Al di là della partecipazione ai concorsi, qual è la finalità educativa dell’orchestra?
“Innanzitutto è quella di suonare insieme, rispettarsi ed ascoltarsi reciprocamente. Nell’orchestra non c’è il più bravo o il meno bravo, non c’è chi deve superare l’altro e quindi la competizione nel senso stretto del termine non esiste. Ci sono dei ruoli e delle regole da rispettare: solo in questo modo l’orchestra funziona e l’esecuzione di un brano è migliore. La sezione musicale è una di quelle poche in cui i ragazzi dalla prima alla terza sono molto uniti. C’è un rapporto di amicizia e solidarietà indipendentemente dalla classe che si frequenta. Certo, al termine delle medie i ragazzi lasciano l’orchestra e i rapporti cambiano, ma il ricordo di aver condiviso insieme bellissime esperienze rimane per sempre.
Un'altra finalità educativa connessa all’orchestra è quella di imparare a superare le difficoltà. Non si può ottenere subito un risultato, bisogna lavorare a un brano con impegno e con sacrificio”.
Cosa avete in programma per i prossimi mesi?
“Un concorso a Loreto il 3 maggio e uno a Todi il 7 maggio. Poi suoneremo al Conservatorio il 10 maggio: se supereremo la selezione, ci esibiremo all’Auditorium. Infine ci sarà il classico saggio di fine anno alla scuola Stefanelli in via Pestalozzi, dove lo scorso Natale abbiamo realizzato un bel concerto, con un programma vario e complesso molto apprezzato dai genitori”.
Su quale repertorio vi state preparando?
“I ragazzi suoneranno un brano scritto da me e ascoltato in anteprima dal Dirigente Scolastico, la professoressa Maria Adele De Caro. Di solito a Natale realizziamo brani conosciuti e tradizionali, a giugno brani inediti”.
Gli studenti le propongono di arrangiare brani di musica pop?
“No, in genere seguono le nostre proposte. Non facciamo musica pop o rock di proposito, in quanto radio e tv le trasmettono già a sufficienza. I ragazzi non sono abituati ad ascoltare musica classica: per questo motivo proponiamo loro dei brani arrangiati, affinché siano stimolati ad andare ad ascoltare l’esecuzione originale. Il nostro obiettivo è quello di creare basi musicali solide, offrire spunti ai ragazzi e affinare il loro senso estetico-musicale”.
Cosa vi piacerebbe realizzare in futuro?
“Sarebbe bello partecipare a concorsi all’estero”.











