Motivare gli immotivati
| Iniziative - Focus |

Da alcuni anni a questa parte si assiste all'aumento di problematiche legate all'insuccesso scolastico.
Le conseguenze riguardano non solo l'ambito educativo, ma anche quello psicologico, sociologico e giuridico. Quotidianamente noi insegnanti ci troviamo di fronte a una riduzione dei tempi di concentrazione, mancanza di disponibilità all’ascolto, noia e fastidio per tutto ciò che comporta sforzo, impegno e comprensione. Ragazzi sempre più demotivati, depressi, aggressivi e insicuri con situazioni difficili alle spalle abbandono la scuola nell’età dell’obbligo.
Lavorare sulla motivazione degli studenti è compito principale dell’insegnante, ma… motivare richiede innanzitutto di essere motivati in prima persona!
Il primo obiettivo è saper distinguere gli studenti “a rischio” , per poter poi attivare una didattica motivante che tenga conto delle differenze individuali. C’è un nesso tra le esperienze negative e il calo di autostima. Un insuccesso può incidere negativamente sulla personalità di un soggetto, in particolare se ci riferiamo a pre-adolescenti ed adolescenti, cioè a soggetti in fase evolutiva che vivono cambiamenti continui dall’interno (fisici, emotivi, intellettivi) e dall’esterno (rapporti con i compagni, con l’altro sesso, con la scuola, la famiglia, la società).
Lavorare per una didattica della motivazione vuol dire vedere oltre le difficoltà, spronare i ragazzi, anche se ci sono sconfitte e fallimenti, incoraggiarli ad essere autonomi e responsabili. Potenziare la loro autostima, favorire un clima sereno e stimolante per l’apprendimento, pretendere il rispetto di poche norme stabilite insieme ed un comportamento maturo idoneo ad una vita di classe comunitaria.
DANIELA BORELLI











